Il cantiere resta uno degli ambienti di lavoro a più alto rischio in Italia. Nel 2025 il settore delle costruzioni ha registrato 148 decessi sul lavoro, il numero più alto tra tutti i comparti produttivi, davanti a manifatturiero e trasporti (dati Osservatorio Vega Engineering su fonte INAIL, 2025). Anche sul fronte delle malattie professionali il trend è in crescita: nel 2024 le denunce nel comparto edile sono aumentate del 29,3% rispetto all’anno precedente. Sono numeri che spiegano perché committenti, imprese e coordinatori per la sicurezza guardino con crescente interesse alle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, non per sostituire i controlli esistenti, ma per renderli più tempestivi ed efficaci.
Le tecnologie già operative in cantiere
Diverse soluzioni sono già utilizzate nei cantieri italiani, soprattutto nelle opere di media e grande dimensione.
- Telecamere intelligenti per il controllo dei DPI. Analizzano i flussi video dei varchi e delle aree di lavoro per verificare in automatico che casco, imbracatura, guanti e altri dispositivi di protezione siano indossati correttamente, segnalando le anomalie al preposto o al CSE senza bisogno di un controllo visivo costante.
- Gestione digitale degli accessi. Sistemi che incrociano l’identità del lavoratore con la sua formazione, le abilitazioni e la posizione contrattuale prima di autorizzare l’ingresso in cantiere, riducendo il rischio di accessi di personale non formato o non in regola.
- Monitoraggio delle condizioni ambientali. Sensori che rilevano polveri, rumore, vibrazioni, temperature estreme o presenza di gas, inviando un allarme quando i valori superano le soglie di sicurezza previste dal PSC.
- Analisi predittiva dei rischi di cantiere. Software che incrociano dati storici, meteo, avanzamento lavori e near-miss per segnalare le fasi e le aree con probabilità più alta di incidente, permettendo di intervenire prima che il rischio si concretizzi.
Come cambia il lavoro quotidiano del CSE in fase di esecuzione
Per il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione, questi strumenti non cambiano i compiti previsti dal D.Lgs. 81/2008, ma cambiano il modo in cui vengono svolti. Invece di affidarsi esclusivamente ai sopralluoghi periodici, il CSE può contare su un flusso continuo di dati che segnala in tempo reale gli scostamenti rispetto a quanto previsto nel Piano di Sicurezza e Coordinamento. Questo non significa una minore presenza fisica in cantiere – il sopralluogo resta insostituibile – ma un uso più mirato del tempo: si interviene dove i dati indicano un problema reale, invece di controllare a campione senza indicazioni. Per il committente, inoltre, questi sistemi generano una documentazione oggettiva delle verifiche effettuate, utile in caso di ispezione o di contenzioso.
Il collegamento con il PSC e la novità del badge digitale di cantiere
Tutte queste tecnologie devono essere pensate come parte integrante del Piano di Sicurezza e Coordinamento, non come strumenti a sé stanti: il PSC deve indicare quali sistemi vengono utilizzati, quali soglie di allarme sono previste e come vengono gestite le segnalazioni.
In questo quadro si inserisce una novità normativa recente: con il Decreto Sicurezza (D.L. 159/2025, convertito con Legge 198/2025), è stato introdotto l’obbligo del badge digitale di cantiere, un tesserino elettronico dotato di codice anticontraffazione, collegato alle piattaforme dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e al sistema SIISL, che dovrà precompilare i dati identificativi, contrattuali e formativi dei lavoratori (approfondimento tecnico su Biblus ACCA). La piena operatività è attesa con i decreti attuativi del Ministero del Lavoro, ma la direzione è chiara: la tracciabilità digitale degli accessi diventerà parte integrante della gestione della sicurezza in cantiere, affiancandosi – e non sostituendosi – alle verifiche già previste per CSP e CSE.
Un coordinatore che conosca normativa e tecnologia
Integrare correttamente queste tecnologie nel PSC, capire quali sono realmente utili per la tipologia di cantiere e restare aggiornati sugli obblighi in evoluzione, come il badge digitale, richiede un coordinatore che conosca sia la normativa sia gli strumenti disponibili sul mercato.
Se sei un committente o un’impresa e vuoi capire come applicare questi strumenti al tuo cantiere, senza creare adempimenti che si sovrappongono, scopri il nostro servizio di CSP/CSE.

